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CEO e il Personal Branding Coaching

Il Personal Branding Coaching di Myndit e’ una soluzione efficace. Un professore della Tuck School of Business ha stilato una lista dei peggiori amministratori delegati del 2011 evidenziando passi falsi e debolezze.

Essere amministratori delegati - o CEO per usare un termine internazionale – è un lavoro difficile che spesso comporta scelte importanti  che possono delineare il futuro di un’azienda. Ecco perché bisogna ridurre al minimo il margine di errore e smussare le debolezze del proprio carattere. Ancora in pochi utilizzano il Personal Branding Coaching ed i risultati non tardano ad arrivare. Personal branding coaching.

Sono queste le linee guida che hanno spinto Sydney Finkelstein, professore di Management alla Tuck School of Business di Dartmouth (nello stato del New Hampshire, nel nordest degli Usa), ed autore del libro “Perché anche i dirigenti brillanti falliscono“, a stilare una lista dei peggiori CEO del 2011 evidenziandone i passi falsi commessi e le loro debolezze.

- La prima domanda che devi necessariamente porti come CEO: Ho un Personal Branding a prova di debolezze? Conosco il Personal Branding Coaching? Personal branding coaching.

Per cominciare ci sono gli ex Ceo di RIM, Mike Lazaridis e Jim Balsillie. Per Finkelstein i loro più grandi sbagli sono stati l’incapacità di adattarsi al mercato concorrenziale ed anche la coesistenza come co-amministratori delegati perché, secondo il professore di Management, avere due amministratori  delegati alla guida, ha causato solo confusione e un rallentamento del  progresso:”Il modello basato sul doppio CEO, con due co-amministratori delegati quindi, è una garanzia di  fallimento. Non funziona quasi mai”. Il Personal Branding e’ uno strumento utilissimo per risolvere questioni simili a questa. Personal branding coaching.

-  A questo punto una buona domanda è: come CEO sei in grado di svolgere un lavoro di squadra? Sei in grado di essere Leader nelle tue Qualità e di Delegare Leadership per ottenere risultati?  E’ veramente il modello di Management garanzia di fallimento o la sua applicazione? Personal branding coaching.

Poi, c’è Leo Apotheker, ex amministratore delegato di Hewlett Packard che, secondo il cattedratico, ha avuto una strategia di esecuzione troppo debole. Dopo Apotheker segue Reed Hastings che guida Netflix. Il perché dell’inserimento nella lista è presto detto:”In effetti, l’idea di dividere la compagnia in due, non è male. In qualche modo, questa è la strategia insegnata nei manuali. Dividere la società in due per proteggere il nuovo business in fase di decollo. Ma in questo caso, è stato un disastro”, spiega Finkelstein. Inoltre: “La capacità di comunicare di Hastings è veramente scarsa, e penso che in molti si siano posti l’interrogativo seguente: cosa c’è di nuovo che altri non abbiano già fatto? E penso in effetti  che non ci sia nulla di nuovo. Il Personal Branding Coaching permette di esprimere al meglio le proprie qualita’ e quelle degli altri. Aumenta il focus; Amplifica tutto il lavoro svolto con i Business Coach e con percorsi formativi. Questi tipi, che diventano CEO di società come Hewlett Packard e poi sono messi con le spalle al muro, di solito se ne vanno con un assegno di fine rapporto di non meno di 25 o 30 milioni di dollari. Ciò non rende gli azionisti molto felici”. E poi casi come Enron ci stupiscono. Personal branding coaching.Personal branding coaching. Personal branding coaching. Personal branding coaching. Personal branding coaching. Personal branding coaching.

- in che modo comunichi? Come fai a decidere le tue strategie ? Si e’ bravi perché si segue il “manuale” o perché si ottengono risultati?

Infine Sydney Finkelstein cita l’esempio di William Weldon, Ceo di Johnson & Johnson. Qual è il suo punto debole? Per Finkelstein è la negligenza rispetto alla sicurezza dei prodotti: “Un sacco di cose sono andate storte quest’anno e nessuno ne ha mai parlato-spiega Finkelstein. Per un’ azienda come questa, mantenere la politica del silenzio e non  prendere posizione quando si tratta di sicurezza e qualità, penso sia una cosa inammissibile”. Le aziende sono fatte da persone e sono le persone responsabili dei risultati. E’ sufficiente quanto detto per comprendere l’importanza del Personal Branding Coaching? Myndit ha una squadra eccezionale e non mi sentirei di non parlarne. L’innovazione e’ crescita e tutto quello che emerge dal Perosnal Branding Coaching porta a risultati duraturi nel tempo. Personal branding coaching.

- Come interagisci con il personale? Da dove nasce la qualità aziendale? Come stimolare l’innovazione e il controllo?

L’Executive Personal Branding Coaching, e’ una risposta adeguata. Riconoscere le qualità con un sistema di Autopercezione e Eteropercezione, permette non solo di essere affiancati da persone altamente motivate ma anche di delegare riconoscendo le Leadership di ognuno per avere il meglio. Il Personal Branding Coaching, dicono Riccardo Proetto e Silvia Pistolesi di Myndit, e’ un sistema innovativo che permette questo. Tutto inizia con l’utilizzo del Personal Branding Calculator. Calcolare la propria identità Online offre l’idea di come si e’ percepiti, di come ci vedono dal “mondo”. Personal branding coaching. Personal branding coaching. Personal branding coaching. Personal branding coaching.

- Alcune buone domande a cui rispondere ora: sei riconosciuto come “esperto” nel settore in cui sai esprimerti al meglio? Si percepiscono le tue qualità uniche e distintive? E’ nettamente definito il tuo Personal Branding?

- Esegui ora il Personal Branding Calculator

- Leggi alcuni Case Studies / Read more about case studies

Riccardo Proetto e Silvia Pistolesi



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